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Paragrafo 8 . Il regime nazista.

     
Conseguito  un  potere dittatoriale e proclamato il  terzo  Reich,  il
terzo  impero dopo il Sacro Romano Impero, da Ottone primo di Sassonia
a Francesco secondo d'Asburgo (962-1806) e quello fondato da Guglielmo
primo Hohenzollern (1871-1918), Hitler si impegn immediatamente nella
completa  attuazione  del  programma nazista,  realizzando  un  regime
totalitario   e   avviando   una   politica   estera   aggressiva   ed
espansionistica.
     Il  capo indiscusso del regime era Hitler stesso, non solo perch
rivestiva   contemporaneamente  le  cariche  di   cancelliere   e   di
presidente, ma grazie anche ad una forma di legittimazione  superiore.
Il  nazismo  riteneva infatti che al di sopra dello stato  (in  quanto
preesistente  ad esso, depositaria dei valori originari  e  fonte  del
diritto)  ci  fosse la comunit del popolo (Volksgemeinschaft),  della
cui volont Hitler era riconosciuto come il solo legittimo interprete;
per questo a lui spettava il ruolo di suprema e unica guida (Fhrer).
     Il  partito  nazista, una volta ben saldo al potere, promosse  la
nazificazione  della  societ,  sottoponendo  al  suo   controllo   le
istituzioni  politiche  e  l'intera  amministrazione  dello  stato   e
servendosi  di  numerose  organizzazioni  operanti  nei  vari  sistemi
sociali.
     Assai   efficiente  era  l'apparato  repressivo.  Nel   1934   il
tribunale speciale fu sostituito con la corte suprema del popolo,  che
era  composta in maggioranza da funzionari del partito nazista,  SS  e
militari.  I  vari  organi di polizia ricorrevano sistematicamente  al
terrorismo;  dotata  di ampia autonomia era la Gestapo,  comandata  da
Heinrich Himmler, che era capo anche delle SS. Strumento repressivo  e
di  selezione  razziale  erano  i  campi  di  concentramento,  dove  i
deportati erano sottoposti ad un trattamento tale da distruggerli  sia
fisicamente che psichicamente.
     Il  regime  nazista  cerc di favorire lo  sviluppo  industriale,
promuovendo lavori pubblici e potenziando l'apparato militare. I primi
erano  destinati  in gran parte alla realizzazione di  infrastrutture,
soprattutto di strade ed
     
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     autostrade, all'attuazione di trasformazioni urbanistiche e  alla
costruzione  di  edifici pubblici, il cui scopo era  anche  quello  di
testimoniare la potenza del regime e celebrarne i miti. Le  spese  per
il  potenziamento  militare, direttamente  connesso  con  la  politica
estera  aggressiva, passarono dal 24% del bilancio statale  nel  1933-
1934 al 37 nel 1936-1937 e al 58 nel biennio successivo.
     Anche   il   nazismo,  come  il  fascismo,  esalt  la  campagna,
considerandola   essenziale   per  la  conservazione   della   cultura
tradizionale e per il raggiungimento dell'autosufficienza  alimentare,
e cerc di frenare l'esodo della popolazione rurale verso le citt.
     Una  nazione potente e decisa ad imporre con la guerra la propria
supremazia doveva necessariamente essere autosufficiente. A  tal  fine
venne  promosso il massimo sfruttamento di tutte le risorse interne  e
si  dette  impulso  alla ricerca di nuove fonti di energia  e  materie
prime.  In  quest'ultimo  campo si distinse l'industria  chimica,  che
realizz numerosi prodotti sintetici (gomma, carburanti, tessuti).
     Il  regime  intervenne ampiamente nei rapporti tra  lavoratori  e
datori  di lavoro. Provvedimenti specifici introdussero nelle  imprese
rigidi  rapporti gerarchici e disciplina di tipo militare.  I  diritti
sindacali   furono   completamente  soppressi,   lo   sciopero   venne
considerato un crimine. Il "fronte del lavoro", istituito nell'ottobre
del  1934,  fu  usato  per  effettuare un controllo  poliziesco  nelle
fabbriche  e nella societ. Per il contenimento del costo del  lavoro,
vennero  adottate  varie  misure, tra cui  la  riduzione  dei  salari,
l'aumento  degli orari e dei ritmi, il lavoro giovanile  obbligatorio.
In  compenso, grazie alla ripresa dell'attivit produttiva determinata
dai  lavori  pubblici e dal potenziamento dell'apparato  militare,  la
disoccupazione diminu progressivamente: da 6.200.000 disoccupati  nel
1932  si  pass  a meno di 4 milioni nel 1933, sino ad  arrivare  alla
piena occupazione tra il 1938 e il 1939.
     La  politica  economica nazista favor il predominio  del  grande
padronato agrario e industriale al punto che esso, di fatto, fin  per
acquisire  un  potere maggiore dello stesso apparato  istituzionale  e
burocratico, predisposto dal regime per il governo dell'economia.
